Intervista (in italiano)

Oversat fra: Interview (på dansk)

Qui vediamo l’uomo e la macchina.
 Il vecchio sistema di elaborazione testi con tutti i versi è nell’armadio a sinistra.



Logos (Klassikerforeningens medlemsblad) november 2020, nr. 3

Meccanica della quantità : un rapporto
Di Hans Gregersen

Logos è stato a Sæby. Là vive Niels Felskov, e probabilmente solo pochi
lettori l'hanno incontrato. Quindi prima un po' di storia.

Felskov è nato nel 1942, si è laureato in latino e greco in Copenaghen 
nel 1967. Vicario e successivamente docente in diverse scuole: Vestre
Borgerdyd 1964-1967, Metropolitanskolen 1967-1986 e Gammel Hellerup Gym-
nasium 1986-2002. Dopo il suo pensionamento, si è laureato in teologia.

Il motivo della visita è stato fondamentalmente duplice. In primo luogo,
chi scrive è stato in un angolo storico durante le vacanze estive, dove
il nome Felskov spuntava in momenti chiave nel passato turbolento del-
l'Associazione dei filologi Classici, in secondo luogo, Kildehæfter
l’anno scorso ha diffuso un e-book di Felskov sugli esametri e partico-
larmente i pentametri di Ovidio. Il libro si chiama Legato mani e piedi
ed è stato recensito da C.M. Taisbak nel numero 3/2019.

Nel libro, Felskov presenta il suo approccio alla metrica latina, basato
su diversi anni di lavoro meticoloso sui testi originali. Indagando
sulla sua produzione scritta si trova che la metrica segnala una lunga catena di studi da Metrum, ritmo e accento in versi latini (1972), ri-
pubblicato per Kildehæfter nel 1998 con il titolo Sulla metrica dei versi latini, fino all'ultimo lavoro su Ovidio.

Se chiedi a Felskov stesso, si scopre che l'interesse per la metrica è nato quasi spontaneamente. Sia alla scuola media, al liceo che all'uni-
versità, ha sperimentato nei versi latini delle occorrenze così evidenti
da consentirne un apprendimento mnemonico di lunghi brani. Mentre i suoi
insegnanti con riluttanza trovavano tempo per la lettura ad alta voce, 
il lato sonoro delle poesie gli apriva i testi alla lettura. Era quindi
naturale che la sua tesi di laurea vertesse su questioni metriche, in
particolare sugli esametri di Virgilio e il convegno nella Società
filologico-storica, che ne seguì, fu la spinta principale della prima
pubblicazione.

Egli stesso oggi pensa di non aver capito molto, al momento, ma la verità
è che la metrica suscitava l'interesse di poche persone, al limite di
qualcuno. Si poneva però il quesito di come mai i versi fossero così
facili (come affermato testualmente da Felskov) da leggere ad alta voce?
La risposta il lettore dovrebbe poterla trovare in fondo alla pagina.

Negli anni '70, Felskov si è impegnato in attività sindacali, in parte
nell'Associazione dei filologi classici, dove, tra le altre cose, è stato
membro del consiglio dal 1971 al 1976, e presidente dal 1971 al 1974, in
parte nel sindacato dei professori di liceo, dove è stato segretario
dell'allora potente "Comitato di cooperazione pedagogica". Negli anni '80
approfondisce la conoscenza dell'italiano, ma lungo il percorso rispunta 
l'interesse per la metrica e inizia l'opera di inserimento di testi lati-ni in un programma, da lui stesso costruito, per la registrazione e per
l'analisi della struttura metrica dei testi. Questa banca dati consente
tra l'altro analizzare la metrica dei versi latini rilevando la quantità
delle sillabe e la posizione delle diverse cesure. Il programma infatti
suggerisce se un verso presenta una cesura centrale o due cesure late-
rali; in caso di dubbio chi digita decide la soluzione più idonea da registrare.

Felskov ha sviluppato il database con un sistema di annotazione, una fun-
zione di ricerca e tutto il resto. Il programma è ancora in esecuzione, 
su una vecchia macchina (vedi immagine), ma si è rivelato difficile es-
portarne i dati in modelli recenti. Un vantaggio derivato da questo cor-pus di dati può essere individuato nella doppia pubblicazione di Felskov
su Pantheon nel 1996, e precisamente Versi latini per i bambini una e
Versi latini proibiti ai bambini. Linguaggio del corpo in Marziale l'altra.

In entrambi le pubblicazioni vengono utilizzati solo versi originali per
l'insegnamento del latino ai principianti e per tutti i livelli della
scuola superiore, e i versi sono impostati tipograficamente con la
struttura data dal programma.

Questa fase centrale di studi della metrica di Felskov è durata fino al
2001, quando la vita di lavoro stava per finire e le circostanze perso-nali gli hanno fatto prendere altre strade. Ma qualche anno fa il lavoro
di restituzione metrica è ripreso e i dati accumulati ora hanno costi-tuito la base per gli studi della tecnica di Ovidio e si sono conclusi 
con la publicazione di Legato mani e piedi. Con i dati completi a dispo-sizione, si può dimostrare che i pentametri di Ovidio sono volutamente
costruiti - forse per autoimposti limiti - e quasi senza eccezioni termi-nano con parole di due sillabe.

Ma ci resta da rispondere al quesito del perché sia ​​i versi dattilici di
Ovidio sia quelli di altri poeti siano così facili da leggere. Può es-
sere che non tutti i lettori siano d'accordo, ma per Felskov la que-
stione è chiara. L'enfasi sulle parole latine deve seguire la lettura
prosaica, mentre i piedi del verso danno un ritmo in cui le due sillabe
brevi in ​​un dattilo corrispondono alla seconda lunga in uno spondeo
alternativo. Poiché una tale singola sillaba rappresenta due vocali 
brevi, si può vantaggiosamente 'tirare' o forse dittongare questo spon-
deo e così allo stesso tempo soddisfare SIA l’elencazione delle sillabe
CHE l'accento naturale.

Se rispetti le cesure, non importa se analizzi i piedi come dattili o
anapesti, il risultato sarà lo stesso.

Quindi, se il sottoscritto ha capito bene, è il seguente il messaggio 
da recepire: i versi latini sono facili da leggere ad alta voce, perché
l'enfasi naturale può essere conciliata con il ritmo dei piedi. Ne è derivato naturalmente (è naturâle, naturâle, naturâle) il progetto di Felskov attualmente in corso - abbastanza erculeo - di leggere tutti gli       esametri latini e i distici e renderli disponibili come file audio per
tutti da ascoltare. E poiché il latino è la lingua di tutti, il web è il
luogo naturale.

Il sito web si chiama latinalectio.com ed è facile da trovare. È ancora 
in espansione e punta alla completezza entro un prevedibile numero di
anni. Una volta che tutti gli esametri latini siano stati analizzati nel
data-base, la versione audio si fonderà su una base qualificata e quan-
tificata in una misura non vista in precedenza.

L'idea di Felskov dello sviluppo storico della poesia in esametri latini
suggerisce che l'arte compositiva si è raffinata e si è strutturata in 
un quadro fisso nell'età dell'oro. I primi praticanti come Ennio, Luci-lio, Lucrezio e il disordinato Catullo non hanno raggiunto un livello
standardizzato nell'elaborazione dei versi, non così Virgilio e Ovidio,
che in questo sono maestri. Anche le elegie sono conformi, lo stesso 
vale per Lucano, mentre Orazio, Persio e Giovenale non raggiungono del
tutto l'uniformità di Virgilio - forse perché il genere satirico ri-
sponde al bisogno di certe libertà? - e Marziale è disordinato come
Catullo.

Se si va su latinalectio.com, è possibile trovare i file già registrati 
e disponibili tramite "index" nell'angolo in alto a destra. Potrebbe 
verificarsi un po' di ritardo nel download, ma in ogni caso i file pos-sono essere trovati e consultati con software comunemente disponibile.
Possono essere usati come educazione visiva per se stessi o per gli
studenti, oppure ci si può semplicemente divertire ascoltando il latino
letto ad alta voce con consapevole e corretta cadenza ritmica.

Così l'odissea più altamente personale dello specialista ribelle della
metrica continua attraverso la poesia latina. 

Hans Gregersen

Nota. 1998 non è ripubblicato dal 1972, però tutto nuovo.

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